Escursionista in giacca gialla su un crinale innevato, con ampie vette innevate che si estendono all'orizzonte in un paesaggio luminoso e freddo

Credits

Ringraziamenti e riconoscimenti per chi ha accompagnato, sostenuto e documentato le attività di montagna di Boy Mountain Dreams.

Collaboratori

Dietro ogni salita ci sono persone care e amici che condividono lo stesso entusiasmo per la montagna. Qui sono raccolti i nomi e i profili di chi ha reso possibile il progetto, dalla preparazione delle gare alla documentazione delle escursioni.

Amici e compagni di cordata

Collaboratori che hanno accompagnato le escursioni e le ascensioni documentate sul sito, tra cui:

  • Florence Buchs
  • Andrea Prandi
  • Martí Vigo Del Arco
  • Mathieu Brunod
  • Mirko Cocco
  • Pascal Buchs

Riconoscimenti e riferimenti

Momenti e storie che hanno segnato il percorso del progetto, ripresi dai racconti pubblicati.

riferimenti citati nel sito Boy Mountain Dreams
Anno Riferimento Nota
1890 Prima discesa dell'itinerario del Monte Bianco 1º agosto 1890, compiuta da Luigi Graselli, Giovanni Bonin e Achille Ratti (futuro papa Pio XI).
1995 Record di Fabio Meraldi sul Monte Bianco 6h45.24 complessivi: 4h28.36 di salita e 2h16.48 di discesa.
2015 Campagne #BIANCO2015 e #ORTLES2015 Attività e progetti documentati con i relativi tag.

I ringraziamenti sono il modo più semplice per dire grazie a chi ha reso possibile Boy Mountain Dreams, il progetto di Marco De Gasperi dedicato alla corsa in montagna e allo skyrunning. Dietro ogni salita, ogni dislivello e ogni discesa verso il Monte Bianco c'è una rete di persone che hanno creduto nel sogno e hanno contribuito a trasformarlo in una narrazione condivisa, fatta di immagini, racconti e tappe.

Queste pagine raccolgono i nomi e i profili di amici e compagni di cordata che hanno accompagnato le escursioni e le ascensioni documentate sul sito. Dalla preparazione delle gare alla logistica dei rifugi, dal trasporto delle attrezzature fino alla cena dopo l'arrivo in vetta, ogni contributo racconta una forma di affetto per la montagna e per il tempo lento che essa richiede.

Un ruolo particolare spetta a chi ha curato la fotografia e la documentazione visiva, perché senza immagini le salite del Bianco, dell'Ortles e delle altre creste sarebbero rimaste soltanto sensazioni. Le fotografie restituiscono i colori, il freddo e la luce delle quote elevate, trasformando un archivio tecnico in un racconto emotivo che chiunque possa comprendere e condividere.

Ci sono poi coloro che hanno offerto consigli tecnici e logistici, accumulando esperienza su itinerari, materiali e strategie di progressione. Sono figure discrete, spesso invisibili nelle tappe più difficili, che pure decidono la differenza tra una salita riuscita e unProjects abbandonato al primo maltempo, e che meritano di essere riconosciute con lo stesso calore riservato agli atleti.

Infine, un ringraziamento va a chi ha sostenuto il progetto nei momenti di sosta, di ritorno e di ricomincianza, quando i sogni incompiuti sembravano più pesanti del dislivello accumulato. Boy Mountain Dreams vive di queste relazioni: persone che si ritrovano al bivio, al rifugio, alla baita, e che trasformano ogni salita in un ricordo condiviso, capace di alimentare la voglia di ripartire.

«I sogni sono sempre stati l'anima e il motore della mia vita, sia quelli realizzati che quelli rimasti incompiuti.» — Marco De Gasperi